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9.4.16

Chisenhale Primary School, Adif Khan

Fuente: Domus
Fotografía: Hélène Binet vía Domus



Asif Khan has designed an elevated playground for Chisenhale Primary School in Bow, East London, which has just completed construction and is the first part of the school’s long-term masterplan.

The challenging brief required an increase in the play area of this inner city primary school to match the expanded pupil population, without reducing the space required by the P.E curriculum. The design adds a double-layered play space to the edge of the existing playground, a soft landscape beneath 2.2 metre elevated deck, connected by a hill and two slides.

Año: 2016
Ubicación: Londres
Superficie: 35m2



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14.9.15

Casa Cs, moramarco+ ventrelli architetti

Fuente: moramarco + ventrelli architetti
Fotografía: Pasquale Boezio



Compartimos hoy con vosotros el proyecto de intervención en un edificio residencial de la localidad italiana de Bari por parte del equipo de arquitectura moramarco + ventrelli architetti. Partiendo de la voluntad de revalorizar y dotar de las cualidades de las que carece al edificio existente, la reconfiguración del sistema de fachada y tratamiento de espacios interiores comunes caracteriza un edificio que pretende dar respuesta al entorno en que se sitúa.


L’edificio oggetto dell’intervento è collocato nelle vicinanze della piazza principale di Bitritto, centro abitato limitrofo alla città di Bari, in un lotto angolare inserito in un tessuto compatto, caratterizzato da edifici molto diversi tra loro per natura qualitativa e periodo di edificazione. L’immobile, realizzato alla fine degli anni sessanta, si presentava come uno dei numerosi episodi di edilizia speculativa, esempio di una peculiare identità edilizia dell'hinterland, occasione di studio per interventi di riprogettazione, con il doppio obiettivo di dare ordine e qualità alla frammentazione esistente, da un lato e rispondere ai temi del riuso e recupero del patrimonio edilizio esistente dall'altro. 

La principale richiesta della committenza consisteva nella trasformazione da edificio con più destinazioni d'uso a residenza unifamiliare. Elemento cardine del progetto è stato il ripensamento dei nuovi rapporti che sarebbero intercorsi tra nuova architettura ed il contesto intorno, la nuova vita cui erano destinati gli ambienti interni e le conseguenti relazioni di questi con l’esterno secondo una nuova unitarietà volumetrica ottenuta con radicali interventi di demolizioni e successive parziali ricostruzioni. L’edificio è stato distribuito con una zona giorno al piano terra, zona notte al primo piano ed uno studio al piano superiore dove si genera la relazione più forte con lo spazio aperto dovuta alla presenza di un ampio terrazzo che si apre sull’angolo offrendo la vista della Cattedrale, riferimento del centro abitato, e di un patio schermato da pannelli lignei apribili sulla via principale. Fondamentale è risultata la risoluzione del rapporto con la strada e con la luce naturale. 

Se infatti era necessario isolarsi dal piano stradale per ragioni di privacy, allentando il rapporto con essa, era altrettanto importante illuminare gli spazi interni con una illuminazione naturale, corretta e di qualità. Così, si è pensato, di chiudersi e sollevarsi dalla quota zero: la facciata ad est è completamente cieca nella parte basamentale mentre quella a sud è stata arretrata e diaframmata con un brise-soleil, illuminando l’interno e dotando lo spazio di una piccola pertinenza verde. 

Altra fonte di luce su cui si è concentrato il lavoro è il vano scala, totalmente trasformato da struttura in cemento armato ad elemento in acciaio e legno, leggera e sospesa, un “camino di luce” che dalle ampie aperture all'ultimo piano conduce ed illumina tutto l’interno fino alla zona giorno inferiore. Le demolizioni hanno interessato anche le solette dei balconi che avvolgevano l'immobile ai piani superiori, emblema della speculazione e di un modo di costruire fatto di aggiunte prive di ragion d’essere, al più generate da una mera esigenza funzionale. Si è preferito protendersi verso l’esterno con dei bow-windows puntuali e direzionati secondo punti di osservazione privilegiati (Cattedrale, piazza e centro storico). 

Año: 2014
Superficie: 250 m2
Presupuesto: 270.000€



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18.7.15

Intervención en la Fábrica Oliva Artés, BAAS

Fuente: BAAS
Fotografía: Marcela Grassi



Compartimos hoy con vosotros el proyecto de intervención en la Fábrica Oliva Artés de Barcelona llevado a cabo por el equipo de BAAS arquitectura. Con un único gesto, la definición de una gran lámpara colgada que separa el perímetro exterior del interior de la nave; la intervención jerarquiza los diferentes espacios expositivos a la vez pone de manifiesto los valores existentes del propio edificio.


Una vez consolidada y protegida convenientemente la antigua nave, mientras no se retomen las obras para construir la nueva sede del MUHBA, se decidió abrir el recinto al público. Para hacerlo se han construido unos baños provisionales y se ha preparado una exposición que quiere ser una muestra de lo que se verá en el futuro. 

El proyecto quiere resolver con un solo gesto la intervención y propone una gran lámpara colgada en el medio del espacio, dibujando un anillo de luz que separa el perímetro exterior, dedicado a alojar una exposición de larga duración sobre la ciudad de Barcelona, del espacio interior destinado a acoger exposiciones temporales y presentaciones. 

La gran lámpara es un elemento de grandes dimensiones a la escala del edificio que pone en valor la riqueza de las texturas interiores y la sección de planta basilical del recinto. 

Año: 2015
Superficie: 1.456m2
Ubicación: Barcelona



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